il premio è promosso da
edizione 2005
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ECCO I VINCITORI DEL PREMIO! Il
28 maggio 2005 si è svolta a Firenze la cerimonia
di premiazione della seconda edizione del Premio, dedicata quest'anno
alla carta stampata. Lanciata anche la piattaforma dei media multiculturali.
Come in occasione della prima edizione, la cerimonia conclusiva è stata l’occasione per far incontrare tante delle realtà editoriali multiculturali della radio, della TV, della carta stampata e del web, attive su tutto il territorio nazionale. Quest’anno è stato raggiunto un risultato importante: la costituzione di una Piattaforma nazionale dei Media Multiculturali Italiani, che nei prossimi mesi lavorerà alla elaborazione di strategie di lavoro comune per il futuro, soprattutto in riferimento al mondo dei mass media a larga diffusione, degli enti locali e della società civile. “Le oltre 100 realtà di media multiculturali attivi in Italia, tra radio, giornali e tv, oltre a svolgere un servizio di interesse pubblico fondamentale per le comunità, rappresentano un luogo di discussione e scambio tra i migranti e gli altri gruppi di origine etnica minoritaria, così come tra le comunità minoritarie e quelle maggioritarie, promovendo il pluralismo culturale e informativo in ambito mediale”, ha dichiarato Anna Meli, coordinatrice del Comitato Promotore del Premio Mostafa Souhir. In linea di continuità con la prima edizione, sono stati confermati diversi membri della Giuria, che quest’anno è stata composta da Jean Leonard Touadi (Presidente di Giuria, giornalista), Khaled Fouad Allam (editorialista La Repubblica), Giovanni Anversa (RAI – Racconti di Vita), Nacera Benali (Il Messaggero), Milena Gabanelli (RAI - Report), Raffaele Palumbo (direttore di Controradio, Firenze), Giovanni De Mauro (direttore di Internazionale), Omar Calabrese (Università di Siena). Il premio, del valore di 5.000 euro, è stato attribuito al periodico Bota Shqiptare (“Mondo albanese” in italiano), testata giornalistica nata a Roma nel 1999 per favorire il dialogo della comunità albanese con quella italiana. Un'esperienza che si è evoluta e consolidata tanto che il fondatore, Roland Seiko, è diventato un editore in proprio che produce anche il supplemento mensile Shqiptari i Italise (“l'albanese d'Italia”). Un lavoro che, come l’intero processo di integrazione e di convivenza con gli immigrati, va sostenuto con molta perseveranza, e che deve coinvolgere tutte le realtà della società italiana, come ha sostenuto nel suo intervento Lucia De Siervo, assessore all’immigrazione del Comune di Firenze, che ha consegnato il premio. Sono state anche attribuite diverse menzioni speciali, a partire dalla menzione speciale giovani, in favore della cinese He Jinchuan, che ha dichiarato: “La comunicazione è fondamentale per abbattere i muri che ci dividono e per oltrepassare i limiti che noi stessi abbiamo tracciato”. Altra menzione speciale è stata attribuita ai periodici Asylum Post, Extra e Ristretti Orizzonti, per il coraggio dei temi trattati, presentando rispettivamente le dure realtà dei rifugiati in Italia e degli immigrati nelle carceri di Matera e Padova. Realtà davvero molto dure, dal momento che “molto più degli italiani, gli stranieri in carcere non hanno speranze e nessuna aspettativa per il futuro”, come ha commentato Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti. Menzione speciale assegnata anche ad Altri, una pubblicazione che si distingue per la capacità di valorizzare la voce e le esperienze degli immigrati di seconda generazione in Italia. Il
premio alla carriera è stato conferito a Farid Adly,
giornalista di Popolare Network da venti anni, fondatore dell’agenzia
stampa Anbamed e collaboratore di diversi quotidiani, tra cui il Corriere
della Sera e Il Manifesto. Sono stati riconosciuti il suo impegno civile,
il suo coraggio, la sua capacità di lavorare per un’informazione
coerente, nella continua ricerca del dialogo interculturale in Italia. Nel corso della tavola rotonda, che ha preceduto la premiazione, Nacera Benali, a nome della giuria, ha voluto lanciare un appello al mondo del servizio pubblico e dei mass media a larga diffusione, ricordando che “i giornalisti immigrati conferiscono ricchezza al panorama giornalistico italiano, a patto che venga loro riconosciuto il giusto ruolo. Intellettuali e giornalisti sono chiamati a prendere delle posizioni più coraggiose”.
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